Tra massi, faggi e foliage. Alla scoperta della Foresta dei Bagni di Masino

Verde come il muschio delle pietre, giallo come il fogliame degli alberi, arancioni come le foglie cadute, marrone come i tronchi. Sono i colori della Foresta dei Bagni di Masino, una foresta di 23mila ettari della Regione Lombardia.

L’area, in cui è stato creato il Sentiero sensoriale, si trova in piena Valtellina ed è inserita nel “circuito” Foreste di Lombardia, così come il Sentiero Spirito del Bosco di Canzo (QUI) e il Sentiero delle Espressioni in Valle Intelvi.

Il Sentiero Sensoriale è un percorso pianeggiante di appena un chilometro che si sviluppa tra alberi e pascoli della Val Masino. Realizzato nel 2014 dall’Ersaf con la collaborazione dell’Unione Ciechi e Ipovedenti della Lombardia, il sentiero si snoda dalle antiche Terme che sembrano immerse negli anni Venti. Qui sorge infatti una vecchia struttura che ospita la fontana da cui sgorga acqua calda a 38 gradi. Questa un tempo alimentava le terme e la loro piscina dove era possibile fare il bagno.

Il Sentiero Sensoriale è un percorso ad anello suddiviso in 9 tappe (Bacheca Informativa, Casa nella Foresta, Monitoraggio Ambientale, Flora, Sosta nel Bosco, Centro Informativo, Geologia, Sosta al Torrente e Fauna) ed è nato per rendere accessibile il territorio a tutti. Sul lato sinistro è presente una balaustra che accompagna l’intero cammino che si svolge tra i boschi, la ghiaia, il selciato e le lastre di granito.

Il percorso parte dal parcheggio dei Bagni, dove una cartina indica tutte le tappe del sentiero. All’inizio del percorso si trova la Casa nella Foresta che, gestita dall’Ersaf, è stata ricavata dall’edificio della Casera dei Bagni, in cui venivano realizzati prodotti caseari.  Qui, ai margini del fitto bosco,  giace e riposa un enorme masso erratico.

Qui è stata inoltre posizionata una centralina di rilevazione dello stato di salute del’ ecosistema forestale. Proseguendo si entra nel bosco dove tra gli abeti è possibile intravedere altri massi, accompagnati da larici, faggi.  Il quinto punto di sosta è una semplice panchina sulla quale sedersi per poter ammirare la bellezza del posto.

Nei pressi del centro informazioni si trovano quattro pietre disposte in corrispondenza dei punti cardinali. Si tratta di blocchi dei principali minerali della Val Masino, il Ghiandone (Granodiorite della Val Masino), superficie ideale per scalatori e sassisti, il Serizzo (Quarzodiorite del monte Bassetta), il San Fedelino, il più famoso rappresentante della famiglia dei graniti, e il Serpentino.

Si raggiunge quindi il torrente Masino che, nascendo in Val Porcellizzo vicino il pizzo Cengalo, riceve le acque di diversi affluenti, e  termina la sua corsa nel fiume Adda dopo 22 chilometri. Il sentiero prosegue tra gli abeti e qui è possibile scorgere un nuovo pannello che parla del gigiat, un incrocio fra un caprone o un camoscio (o uno stambecco).

Il sentiero conduce nella parte bassa dei prati della Casa della Foresta, dove si intercetta il primo tratto del sentiero.

DATI ESCURSIONE

Distanza: 2.95 km

Dislivello: 50 m

Tempo: 1 h

2 pensieri su “Tra massi, faggi e foliage. Alla scoperta della Foresta dei Bagni di Masino

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