

La scritta Diabolik campeggia sul cancello di uno stabile in via Pesto, mentre il volto di Valentina regala arte nella strada parallela ed Eva Kant osserva silenziosa i passanti. Succede nel Municipio 6 di Milano dove gli artisti di We Run the Street sono stati chiamati a fondere “la penna di grandi fumettisti e le…

Da quartiere “giardino” a polo operaio, fino a diventare un Museo a cielo aperto. È successo al quartiere Ortica di Milano che, ricordato per i giardini e gli orti presenti in epoca medievale, e per le industrie arrivate dopo la costruzione dei binari per la linea Milano – Treviglio, offre sui propri muri la storia…

Non chiamatelo poeta della Beat Generation. Perché Lawrence Ferlinghetti era un poeta, un editore, un pittore, una sorta di agitatore culturale e promotore della libertà di espressione in tutte le sue forme. Un autore non-beat poet diventato diffusore di ideologie e movimenti che hanno animato la cultura underground statunitense. Seppur al centro del movimento Ferlinghetti…
— Jack Kerouac
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La baia del Bogn è l’angolo della Thailandia sul lago di Iseo. Sì, perché ad appena un’ora da Milano si trova l’orrido che, fatto di colori brillanti e bellezze mozzafiato, è un paradiso tropicale “rubato” alla Thailandia.

C’è un bellissimo bosco di taxodi o tassodi a Paratico. Qui dove il fiume Oglio incontra il lago d’Iseo si trova un luogo ricco di fascino che sembra essere stato rubato ai racconti del terrore.
Ad appena un’ora da Milano si può infatti raggiungere quello che viene chiamato “bosco della Florida“.

Il Kinkaku-ji o Tempio del padiglione d’oro (più spesso semplicemente “Padiglione d’oro”) è il reliquario di Rokuon-ji. Sotterranei a parte, l’intero padiglione è ricoperto di foglie d’oro puro.
Per questo motivo l’edificio è spesso paragonato al Ginkaku-ji, il Tempio del padiglione d’argento, anch’esso situato a Kyoto.

“L’isola in cui convivono uomini e dei” è un luogo sacro da quando vi è stati costruito il santuario di Itsukushima nel 593 d.C. (ma gli edifici risalgono al XII secolo). Questo santuario, dedicato alla dea custode dei mari, ha la caratteristica di essere stato costruito in parte nel mare, con edifici su palafitte e un torii a poche decine di metri al largo.
L’isola di Miyajima è stata inserita nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’Unesco.