A spasso per Oslo, tra case in legno ed edifici contemporanei

Profuma di legno verniciato, di mare, di aghi di pino, Oslo, la capitale della Norvegia. Situata nel fiordo omonimo, la città si estende tra grattacieli e le tipiche casette di legno. Un mix che ancora oggi Oslo conserva gelosamente, in modo da mescolare la modernità degli edifici, con l’armonia della natura e della cultura.

Nonostante si trovi a sud della Norvegia, tuttavia Oslo ha la stessa latitudine di San Pietroburgo e dell’Alaska. La città, fondata nel 1048 dal Re Harald, è diventata capitale nel 1814, quando ha iniziato la sua espansione fino a occupare  454 chilometri quadrati di cui 242 occupati da boschi. Il verde è una costante della città in cui esistono ancora piccoli gioielli dell’architettura lignea del 1800.

Fate un salto nelle vie Damstredet e Telthusbakken, proprio qui a due passi dal centro nevralgico di Oslo si trovano due strade che conservano ancora il fascino delle case senza tempo. Queste case di legno si susseguono nei loro colori pastello: azzurre, gialle, rosa, ma anche blu scuro, verde bottiglia e rosso vermiglio, il tutto spesso decorato da piccoli orti. Arrivate nella zona nord della città dove si trova un altro esempio di architettura lignea: Kampen. Anche qui potrete fare un giro tra le casette in legno tipiche della Norvegia.

In zona si trova il Museo di Edvard Munch, il pittore norvegese più noto e l’unico che abbia avuto una notevole rilevanza internazionale. Considerato uno dei pionieri dell’Espressionismo, il pittore ha avuto un grande ruolo nello sviluppo della pittura moderna. I suoi capolavori degli anni 90 del 1800, come L’Urlo, Madonna, Vampiro, Gelosia e il Bacio sono ormai icone e quadri tra i più conosciuti al mondo. Il Museo Munch ospita il lascito testamentario del pittore norvegese alla città di Oslo, che contiene circa 1100 dipinti, circa 3000 disegni e circa 18000 litografie. L’intera collezione viene di volta in volta mostrata al pubblico attraverso una rotazione di mostre tematiche.

Se invece amate la modernità dovete fare un salto nelle zone zone di Aker Brygge e Tjuvholmen, lungo i moli. Questo luogo, che in passato ospitava i cantieri navali, dopo un intervento di riqualificazione nel 1986, si è trasformato in una delle zone più cool della città con promenade, bar, ristoranti dove i norvegesi si ritrovano nel fine settimana. Così qui oltre ai locali alla moda, abbastanza costosi, potrete saggiare la movida norvegese e potrete respirare cultura. Sì, perché in fondo al lungomare si trova il Museo d’arte moderna Astrup Fearnley, dove potrete passeggiare tra dipinti e sculture e fari carezzare dalla brezza marina. Progettato da Renzo Piano, l’edificio è un vero e proprio richiamo al mare e alle vele.  Ci si arriva passando un ponte. E si entra nel Tjuvholmen, il quartiere più nuovo di Oslo. Qui la febbre del design, del lusso e della sperimentazione sale ancora, tra gallerie d’arte, ristoranti-pescheria e il primo vero boutique art hotel di Norvegia. Il Thief, trionfo di dettagli, mobili, accessori sontuosi (compresi la barca e la bici griffate), pensato per gli imprenditori che da tutto il mondo sbarcano a fare affari in città.

Le molteplici nature di Oslo si rispecchiano nelle costruzioni. Se da una parte la capitale norvegese ha strizzato l’occhio alla modernità, dall’altro è rimasta legata alle proprie origine. Ragione per cui la Fortezza di Akershus è ancora oggi una delle costruzioni più belle della cittadina.  Situata dal lato opposto del molo rispetto al museo, la fortezza è stata  costruita intorno al 1300. Nata come base militare, è poi diventata sede governativa, prigione e residenza reale. Se amate l’architettura classica dove attraversa l’asse storico della città che taglia il Palazzo Reale  e porta alla Stazione Centrale. Il tutto camminando lungo il lussuosissimo Karl Johans Gate, dove si allineano il Teatro Nazionale di Oslo, il Parlamento norvegese e lo storico Grand Hotel che ha ospitato i Nobel e molte altre celebrità mondiali per un secolo.

Se amate la natura raggiungete l’Akerselva, il sottile fiume di Oslo. Per il New York Times la strada in questione è una delle più belle d’Europa. Qui, al riparo dal sole, troverete un fiume urbano che sembra un torrente alpino: curve tra gli alberi, laghetti, rapide e cascate. Lungo la sponda si susseguono i giardini dell’Accademia d’arte di Oslo, un minigolf, ex fabbriche che gli studenti hanno trasformato in atelier, birrerie, sale di registrazione.

Al di là della fortezza si trova il porto di Pipervika, famoso per gli scali di yacht, delle navi da crociera e dei traghetti che collegano la città alle isolette del fiordo. Nei pressi del posto si trova il  Municipio. Il “rådhus“, in stile funzionalista, zeppo di arte norvegese moderna e contemporanea, ospita ogni anno la cerimonia di consegna del Nobel per la Pace, per decisione testamentaria dello stesso Alfred Nobel.

Visitate la penisola di Bygdøy e successivamente il Parco di Vigeland. Nella penisola si trovano alcuni musei che bisogna visitare. Arrivate in fondo alla baia per fare quattro passi nel museo di Fram. La struttura è interamente dedicata all’esplorazione del Polo Nord. Più che un museo, sembra una vera e propria passeggiata nella storia e nell’avventura. Questo luogo di ghiacci, orsi polari e magnetismo è stato esplorato a più riprese a partire dal 19esimo secolo. Alcune spedizioni sono state grandi successi, come quelle della nave rompighiaccio Fram. Altre si conclusero tragicamente, come quella delle navi inglesi Terror e Erebus (Ridley Scott ci ha fatto una serie tv). Oltre a scoprire la storia delle esplorazioni polari, potrai salire sulla Fram, la nave fatta costruire dall’esploratore Fridtjof Nansen, e sulla Gjøa, il primo vascello ad aver attraversato il Passaggio a nord-ovest.

Accanto si trova anche il museo Kon-Tiki, struttura  dedicata alla spedizione Kon-Tiki, intrapresa nel 1947 da Thor Heyerdahl e da 5 suoi compagni attraverso l’Oceano Pacifico. La struttura conserva inoltre diversi resti dell’Isola di Pasqua.

Se amate i musei e i Vichinghi, non potete non visitare il Museo delle navi vichinghe, al cui interno sono conservate tre imbarcazioni: la Oseberg, la Gokstad e la Tune, più i corredi funerari e gli scheletri ritrovati insieme alle imbarcazioni.

Nella stessa giornata, se le gambe ve lo consentono fate un passaggio al parco di sculture più grande del mondo composto da opere di un solo artista: Gustav Vigeland. Si tratta del Frogner Park, che custodisce 212 statue di bronzo e ghisa realizzate dal più conosciuto scultore norvegese. Ce ne sono moltissime e tutte meriterebbe uno scatto. La più imponente però è il monolite posto nel punto più alto del parco e fatto da 121 corpi scolpiti su un unico blocco che sembrano arrampicarsi per toccare il cielo con un dito. Per conoscere la storia delle statue fate un salto al museo di Vigeland, qui potrete ammirare sculture e bozzetti.

Se il richiamo del mare è troppo forte raggiungete nuovamente il lungomare e passeggiate fino al Teatro dell’Opera di Oslo. Costruito proprio sul porto, l’edificio di Oslo sembra nascere dal mare,  elemento fondamentale dato che sembra specchiarsi nelle sue facciate di vetro. Un po’ iceberg e un po’ piramide, l’edificio sorge nel cuore del porto.

Proseguendo incrocerete  il BArCode, il quartiere più cosmopolita e moderno dell’intera città. Oltre la sagoma bianca del teatro, si inerpicano i grattacieli del Codice a Barre; palazzi per uffici firmati da diversi studi di architettura. Ai loro piedi, tra installazioni da strada divertenti, arredi urbani curiosi e boschetti pensili, a si trovano diverse gallerie con mostre temporanee e la libreria tra mattoni a vista. Dal Barcode parte anche il ponte Akrobaten, meraviglia ingegneristica per pedoni e ciclisti, che sorvola la stazione ferroviaria e la sera si illumina come un arcobaleno.

A pochi chilometri dalla città si trova il Museo dello Sci più antico del mondo. Ci troviamo a Holmenkollen, la famosa collina in cui sorge una struttura che racchiude 4000 anni di storia dello sci, oltre ad offrire diverse esposizioni affascinanti come la mostra polare su Amundsen e Nansen. Attrezzata con l’omonimo trampolino (Holmenkollbakken, il più antico trampolino per il salto con gli sci esistente al mondo), la struttura comprende uno stadio di biathlon e numerose piste di sci di fondo, tanto da diventare uno dei principali centri norvegesi per la pratica dello sci nordico.  Dal 1892 organizza il Trofeo Holmenkollen (Holmenkollrennene o Holmenkollen skifestival), la più antica e rinomata[senza fonte] competizione della disciplina. Fu la sede principale dei VI Giochi olimpici invernali di Oslo 1952.

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